lunedì 5 marzo 2012

il destino di una lettrice

Qualche giorno fa, su una bancarella di un mercatino dell'antiquariato, ho visto diversi volumi della "Scala d'Oro". Per i più giovani che probabilmente non ne hanno mai sentito parlare: si tratta di una collana di volumi, circa 80, per bambini e ragazzi graduati secondo l'età, dai 6 ai 14 anni, pubblicata all'inizio degli anni '50, che comprendeva anche grandi romanzi come "I miserabili" o "Guerra e pace" adattati nella mole e nel linguaggio per lettori giovanissimi. Doveva essere, immagino, uno strumento per avvicinare, fin dalla più tenera età, alla lettura non solo di libriccini scritti per l'infanzia ma anche dei capolavori di tutti i tempi. Ora, io posseggo TUTTA la "Scala d'Oro: mio padre l'acquistò quando ero piccolissima, se non addirittura prima che nascessi, probabilmente nella speranza che anch'io, come lui e la mamma, crescessi nell'amore per i libri e per la cultura. Ho ripensato a questo fatto e mi è sembrato bello, quasi commovente, che quest'uomo non agiato (era professore di latino; mia madre era casalinga, quindi non si nuotava nell'oro!) si preoccupasse di fornire alla figlia non solo tutto ciò di cui ha bisogno un bimbo per crescere sano, ma anche quello che una recente pubblicità-progresso definisce "cibo per la mente". Date queste premesse, credo fosse quasi impossibile che io deludessi le speranze familiari: in uno dei miei primi più vividi ricordi d'infanzia sono seduta nella veranda di casa con una fetta di pane, olio e sale in una mano e un libro nell'altra, così immersa nella lettura da non sentire i ripetuti richiami della mamma. Dovevo avere circa 5 anni, ma già da un anno avevo imparato (non chiedetemi come!) a leggere.. e da allora non ho più smesso di farlo. La mia casa è piena di libri, le mie serate più che della voce spesso petulante e fastidiosa della TV sono piene di quella sommessa e discreta degli autori che di volta in volta scelgo. La vecchia Scala d'Oro ha ancora il suo posto in uno scaffale e a volte mi capita di riguardare qualche volume -anche perché hanno bellissime illustrazioni- con un pensiero di nostalgia per l'infanzia e di gratitudine per i miei genitori.
rosy

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